IDENTITA’ iGEN

“iGen’ers may need more precise instructions for tasks and more encouragement to figure things out on their own. Managers who learned to be cheerleaders for Millennials will find they are more like therapists, life coaches, or parents for iGen.”. 

Conosciuti anche come “nativi digitali”, gli esponenti della Generazione Z vengono definiti “iGen” per la naturalezza con la quale  utilizzano Internet, le tecnologie digitali soprattutto touch ed i social  network, fondamenta del loro percorso di maturità e socializzazione.

E’ una frase di Jean M. Twenge, una delle massime studiose iGen, autrice di un interessante libro che riporta, tra osservazioni e statistiche un ritratto incredibile di questa generazione. Sono nati tra la metà degli anni Novanta e il 2010 e rappresentano una popolazione di circa 2,6 miliardi di persone a livello mondiale.
Per loro non esiste distinzione tra vita reale e vita digitale: l’identità è unica. La iGen spende la maggior parte del proprio tempo online  comunicando privatamente con persone con cui interagisce anche nella vita offline. Tutte le attività all’aperto e tutte le attività di socializzazione sono state rimpiazzate dagli spazi virtuali del web. Non bevono, non guidano, non vanno alle feste, non escono, non fanno sesso.

Molto individualisti, credono fermamente nel “self-made man”. Oltre ad essere ambiziosi, sono anche idealisti: si tengono informati sulle battaglie collettive di natura sia socio-politica, che etica o legata all’ambiente, e le supportano sui  social. Vogliono lasciare il segno nel mondo, portando avanti valori come l’uguaglianza e l’autodeterminazione.

Il ritratto degli adolescenti dell’iGen che emerge dai dati raccolti è quello di una generazione sola, psicologicamente vulnerabile, con grande difficoltà nell’orientare le proprie scelte verso il futuro, soprattutto in termini professionali.

Data la rapidità dei cambiamenti valoriali, culturali e sociali a cui assistiamo oggi, si avverte la necessità di far luce sui bisogni delle nuove generazioni e sulla loro complessa realtà. Sarà fondamentale creare un Osservatorio che possa guardare,  raccogliere dati, analizzare, elaborare e monitorare le condizioni della generazione iGen. L’interesse dovrebbe essere quello di comprendere dinamiche complesse, che stanno portando questa generazione ad un isolamento sempre maggiore. Solo a partire da uno sgauardo curioso sui giovani, che interpelli i giovani stessi, sarà possibile far sì che essi possano entrare in modo attivo e propositivo nel mondo. Si potranno così comprenderne gli obiettivi, i desideri, le difficoltà, con lo scopo di mettere in relazione i desideri e le  aspettative con i progetti di vita e la loro possibilità di realizzazione.